Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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mercoledì 28 settembre 2011

Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria–Concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici di cui al DDG del 13 luglio 2011




°POSTI MESSI A CONCORSO 35
°DOMANDE PRESENTATE 649
°CANDIDATI AMMESSI ALLA PROVA SELETTIVA 526

° AMMESSI ALLA PROVA SCRITTA 144

Ecco l' avviso dell' Ufficio Scolastico regionale per l'Umbria-Direzione Generale Personale scuola Dirigenti scolastici
Sede prova preselettiva e assegnazione dei candidati del concorso per il reclutamento di Dirigenti Scolastici 28/09/2011
Prot. AOODRUM 6276 C/2 Perugia, 27/09/2011

Oggetto: D.D.G. 13/07/2011. Concorso per esami e titoli per il reclutamento di Dirigenti Scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli Istituti Educativi - Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 15/07/2011 - IV serie speciale . Sede prova preselettiva e assegnazione dei candidati .

Ai sensi dell'art. 8 del D.D.G. 13/07/2011, si rende nota ,con preghiera di massima diffusione, l'istituzione scolastica individuata quale sede unica per lo svolgimento della prova preselettiva del concorso di cui all'oggetto per la Regione Umbria:

Istituto Tecnico Industriale "A.Volta"
Via Assisana 40/E - Loc. Piscille, - Perugia
(Tel. 075.31045 fax 075.31046 pgtf010005@istruzione.it)
Candidati n. 621

La prova preselettiva si svolgerà il giorno 12 ottobre 2011 con inizio alle ore 8:00 così come comunicato in data 14/09/2011 dalla Direzione Generale per il Personale Scolastico con avviso pubblicato sul sito internet del MIUR.

A norma dell'art. 8, commi 6 e 11, del Bando i candidati sono tenuti a presentarsi presso la sede assegnata muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. La mancata presentazione nel giorno, ora e sede stabiliti, comunque giustificata e a qualsiasi causa dovuta, comporta l'esclusione dal concorso.

I candidati, all'atto della compilazione della scheda anagrafica, consegnata loro il giorno dello svolgimento della prova, dovranno indicare a pena di esclusione la lingua straniera prescelta.

Durante lo svolgimento della prova i candidati non possono introdurre nella sede di esame carta da scrivere, appunti manoscritti, libri, dizionari, testi di legge, pubblicazioni, telefoni portatili e strumenti idonei alla memorizzazione o alla trasmissione di dati, né possono comunicare tra loro.

In caso di violazione di tali disposizioni è prevista l'immediata esclusione dal concorso.

I candidati sono altresì tenuti a presentarsi, in sede d'esame, muniti di penna biro nera.

Ai sensi dell'art. 8, comma 5, del Bando la pubblicazione del presente avviso sul sito internet di questo Ufficio Scolastico Regionale ha valore di notifica formale a tutti gli effetti.

Il Direttore Generale
Maria Letizia Melina

Al MIUR Direzione Generale per il Personale Scolastico Ufficio II Roma
Ai Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche dell'Umbria
Ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Territoriali dell'Umbria
Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
Alle Organizzazioni Sindacali Regionali del Comparto Scuola
Al sito web dell'U.S.R.

Responsabile del procedimento: Leo Gori - Dir. Coord. 075/5828234

mercoledì 12 gennaio 2011

INDIRIZZI SCOLASTICI SCUOLE SUPERIORI: “POCHE MODIFICHE SU UN PIANO SPERIMENTALE, VERIFICA FRA UN ANNO DOPO IL RODAGGIO DI STUDENTI E FAMIGLIE”


Con 19 sì della maggioranza 8 astensioni delle opposizioni e il voto contrario di (foto) Gianluca Cirignoni (Lega nord), il Consiglio regionale in tarda serata ha approvato il Piano dei nuovi indirizzi scolastici delle scuole superiori dell'Umbria, valido per il biennio 2011-12.
L'Assemblea, con l'astensione della minoranza ha in pratica accolto l'invito della presidente della Giunta Catiuscia Marini a considerare il carattere sperimentale del documento che potrà essere valutato più oggettivamente fin dal prossimo anno, anche sulla base del gradimento che dimostreranno studenti e famiglie con le richieste di iscrizioni rispetto augli indirizzi proposti.
Correttivi presentati dalla Giunta con un proprio emendamento approvato con 19 sì e 8 astensioni, modificano il piano, solo relativamente a Perugia, negando la opzione 'scienze applicate' ai due licei scientifici Alessi e Galilei in quanto, si afferma nell'emendamento, l'indirizzo è già presente all'Iis “Giordano Bruno” come sperimentazione. Una scelta che di fatto, intende evitare “sovrapposizioni di opzioni che indebolirebbero i corsi già presenti in città”.
A proposito dei due licei si afferma che “presentano già una popolazione scolastica consistente” e che i corsi di informatica che si volevano attivare con scienze applicate, potranno essere fatti tramite “laboratori di potenziamento”.Prima del voto sull'emendamento della Giunta, ed a seguito di una sospensione dei lavori chiesta dalla presidente Marini, Massimo Buconi (Psi) ha ritirato l'emendamento che proponeva di assegnare al Capitini Vittorio Emanuele II l'indirizzo turistico sottraendolo al Blaise Pascal; mentre è stato approvato un secondo emendamento bipartisan che ad Orvieto assegna entrambi gli indirizzi Scienze umane e opzione economico-sociale all’Iis Artistico Classico. Respinto invece quello di Gianluca Cirignoni (Lega Nord) che proponeva l'indirizzo turistico per il solo Capitini-Vittorio Emanuele II.
In sede di dichiarazione di voto Massimo Mantovani (Pdl) ha così motivato il voto di astensione: “In tutto il dibattito è presente la complessità del momento caratterizzato da globalizzazione, crisi economica e federalismo, Serve un ragionamento complessivo di carattere strategico per farci un'idea più chiara sul futuro della scuola. Si corre il rischio di accogliere tutte le richieste senza avere certezze sulla possibilità di lavoro futuro; ma non possiamo negare che alcune scuole rappresentano nel territorio economia e cultura. Per Renato Locchi (Pd) Il nostro è un voto convinto per un atto che ci dovrà preparare da qui a due anni ad una programmazione più mirata. Dobbiamo anche riflettere rispetto ai dodici ambiti territoriali umbri così lontani nel tempo. Sandra Monacelli (Udc) Il mio è un voto di astensione. L'esperienza di questo piano serva di riflessione per il futuro. Teniamo conto anche che la popolazione scolastica sta calando da anni e questo sta generando guerre di campanile.La presidente Catiuscia Marini ha tenuto a precisare come il Piano tiene conto della storia educativa maturata negli anni nei vari territori, un patrimonio da salvaguardare assieme agli istituti e agli stessi docenti. “Ora saranno gli studenti e le loro famiglie a scegliere ed a cogliere le indicazioni anche in vista del dimensionamento scolastico futuro”. Presentando la proposta di Piano regionale dei nuovi corsi ed indirizzi di studio il presidente della terza Commissione Massimo Buconi ha detto: “Con il Piano si ridisegna la nuova offerta formativa sulla base delle richieste delle autonomie scolastiche e degli enti locali per dare una connotazione più chiara, più attuale e territorialmente più equilibrata a tutto il sistema dell'istruzione secondaria umbra. L'atto, frutto di un'intensa attività di concertazione e di un apposito tavolo tecnico composto dalla Regione Umbria, dalle due Province, dagli Uffici scolastici regionale e provinciali, si inserisce nel processo di revisione nazionale dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico delle scuole superiori disposto dalla legge 133 del 2008 che in Umbria, anche per effetto delle cosiddette 'confluenze tabellari' tra i vecchi e i nuovi indirizzi ministeriali, ha prodotto frammentazioni, dispersioni e duplicazioni dell'offerta formativa. Il Piano, commisurato sui dodici Ambiti funzionali territoriali individuati in Umbria con la legge 40 del 2005, deve essere applicato con gradualità, compatibilmente con le strutture, le risorse strumentali e le attrezzature esistenti, riservando una particolare attenzione all'istruzione tecnico-professionale che in Umbria si caratterizza per lo stretto collegamento con il mondo del lavoro e con i fabbisogni professionali del territorio e che possano erogare percorsi di formazione professionale finalizzati al conseguimento della qualifica, secondo specifici accordi fra Regione e Ministero”.Dopo aver illustrato la proposta di modifica maturata e fatta propria dalla terza Commissione, anche in seguito alla audizione di tutti i soggetti interessati, relativamente a tre istituti di Perugia (indirizzo di grafica e comunicazione riconosciuto all'Istituto tecnico Volta ed opzione di scienze applicate ai due licei scientifici G. Alessi e G. Galilei), Buconi ha evidenziato la necessità di “procedere ad una revisione dei criteri per l’individuazione degli indirizzi per il prossimo Piano dell’offerta formativa e di riorganizzazione della rete scolastica, delle procedure per la redazione e l’approvazione dei piani provinciali, ivi compresa una riflessione sulla rideterminazione degli ambiti territoriali in base al quale viene costruita l’offerta formativa e degli organi di governo di detti ambiti”.
Il DIBATTITO
ALFREDO DE SIO (Pdl) “SI È ACCETTATO TUTTO; NON C'È STATA VOLONTÀ E CAPACITÀ DI SCEGLIERE NELL'INTERESSE DEI TERRITORI” , Di fatto la Giunta, invece di selezionare le offerte e gli indirizzi proposti, si è limitata ad accogliere tutto così come proposto dalle Province, fino a consentire gli stessi indirizzi a scuole praticamente contermini. Questo è il limite di un atto che doveva superare la psicosi degli anni passati. Qualche passo in avanti è stato fatto come il recupero dell'autonomia di Ipsia e Itis a Terni. Il nostro giudizio sul piano non è positivo proprio perché non c'è stata volontà e capacità di scegliere nell'interesse dei territori, e questo accade quando ci si trova davanti alle tante richieste che arrivano a fine anno.
PAOLO BRUTTI (Idv) “LA LEGGE NAZIONALE HA PROVOCATO QUESTA DISGREGAZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO” - Siamo in presenza di una disgregazione del sistema scolastico con istituti tecnici che vogliono diventare licei scientifici e classici che vogliono fare lo scientifico: questo purtroppo è il risultato della legge nazionale che affida alla autonomia la logica assurda di sottrarre rubare studenti alla scuola vicina. Dobbiamo chiederci quanti di questi indirizzi potranno sopravvivere. Dal livello nazionale si dovrebbe evitare proprio la proliferazione. Ma anche noi dovremmo metterci nella stessa condizione. Vedo indirizzi tipo biotecnologie e mi chiedo dove le scuole troveranno insegnanti così qualificati. Siamo alla stessa proliferazione dei corsi universitari avutisi negli ultimi anni. Mi meraviglio come il Ministro abbia esteso questo metodo agli ambiti che in Umbria sono ancora i 12 della vecchia Regione anni '70. C'è un indirizzo meccatronica, un nome che evidentemente piace tanto, a Città di castello, Perugia e Marsciano. Riconosco che è molto difficile mettere ordine in questa materia. Per cui dobbiamo considerare questa una fase del tutto sperimentale da riconsiderare nel 2011.
SANDRA MONACELLI (Udc) “NON CI SI PUÒ LIMITARE AD APRIRE NUOVE SCUOLE, QUANDO TUTTI GLI ENTI LAMENTANO MANCANZA DI FONDI E LE RISORSE NECESSARIE” - E' un atto che ha tradito le aspettative; mentre la Giunta auspicava collegamento con le situazioni del territorio, riequilibrio della offerta formativa compatibilità con le strutture e le risorse disponibili, collegamento con il mondo del lavoro. Ma da queste premesse si è arrivati a non regolamentare. Già nei piani delle Province si fa una sorta di elencazione delle richieste provenienti dalle scuole senza alcun riferimenti ai principi. Non ci si può limitare ad aprire nuove scuole, quando tutti gli enti lamentano mancanza di fondi e le risorse necessarie. Un piano comporta programmare che è l'esatto contrario di accontentare tutti. Negli anni passati abbiamo visto moltiplicare indirizzi di scuole non possiamo continuare su questo. Non tutti gli studenti possono accedere ai licei: c'è la necessità di rilanciare gli istituti professionali e su questo il piano è carente. Sono convinta che dobbiamo prenderci una pausa di riflessione.
VINCENZO RIOMMI (Pd) “FRAMMENTAZIONE ECCESSIVA PRODOTTA DALLA LEGGE NAZIONALE, NEL 2011SI DOVRÀ USCIRE DALLA FASE SPERIMENTALE” - Condivido le critiche di eccessiva frammentazione, ma chiedo a tutti voi se questo non sia l'effetto di una riforma nazionale che il mio partito non ha certo votato. L'autonomia di un istituto si dovrebbe misurare non sul numero degli studenti ma sulla qualità dell'insegnamento. Non si può continuare così. No sono gli indirizzi generali dell'atto a spingere l'istituzione di troppi corsi. Dobbiamo impegnarci a fissare i criteri da utilizzare il prossimo anno per fare uscire queste scelte dalla fase sperimentale. In quella occasione si dovrà fare il punto con una riflessione organizzate e strutturale.
ANDREA SMACCHI: “DOBBIAMO FARE SEMPRE GLI INTERESSI DEGLI STUDENTI - La sensazione dei consiglieri, in Commissione, è stata in gran parte quella di chi si trova a discutere un testo a cui però mancano delle parti. Si parlava di un argomento e subito dopo venivano alla luce difficoltà riflesse. Per cui o ci viene data la possibilità di dare importanti contributi oppure, qualcosa, nel meccanismo non funziona. La discussione in merito all'opzione scienze applicate, al di là di quanto affermato dal consigliere Monacelli, che vede dietrologia nella mozione che ho presentato nei giorni scorsi, è stata invece condivisa all'unanimità dalla stessa Commissione nel momento in cui ci si è resi conto che prendere decisioni in merito poteva causare delle conseguenze. Per questo si è giunti ad una mozione che delineasse linee guida per il futuro. Ci siamo messi nelle vesti degli studenti e ci siamo chiesti come sia possibile che chi frequenta un liceo scientifico non abbia la possibilità, in cinque anni, di fare un'ora di informatica se non attraverso piani sperimentali. Questo, nel 2010 non è possibile. Ora vogliamo monitorare la vera situazione rispetto a licei scientifici dell'Umbria, per capire come mai in alcuni istituti di diverse città è possibile e in altre no. Il principio deve essere uguale per tutti, perché altrimenti si fanno gli interessi delle scuole e degli insegnanti. Noi dobbiamo fare invece gli interessi degli studenti. E' vero che l'eccessiva proliferazione fa perdere credibilità ai titoli di studio, ma dall'altro lato si dà la possibilità a tutti, con spostamenti minimi, di avere un indirizzo sul quale puntare per il proprio futuro. In riferimento alle linee programmatiche esposte dalla presidente Marini per le quali questa regione dovrà avere più laboratori, più tecnologie, più sperimentazioni avanzate, proprio per questo, siamo convinti che è necessario, in futuro, monitorare e verificare se effettivamente l'estensione dell'opzione scienza applicata possa riguardare tutti i licei scientifici dell'Umbria.
ROCCO VALENTINO (PDL): “QUESTO PIANO SMANTELLA LE PROPOSTE DELLA GIUNTA, PUR OTTENENDO IL VOTO DELLA MAGGIORANZA. La proposta dell'Esecutivo introduce nuovi indirizzi e non chiude nessuna scuola, in contraddizione con gli allarmi lanciati circa i posti di lavoro che si sarebbero persi a causa dei tagli del Governo. La proposta della Giunta accoglie tutte le richieste pervenute ed incrementa gli indirizzi scolastici: non è stato detto di no a nessuno, o quasi. Con questa ‘riforma’ scolastica (che lascerà il territorio del comune di Perugia come si trovava lo scorso anno) andiamo a inserire istituti nuovi, che faranno concorrenza agli istituti esistenti. A gennaio iniziano le preiscrizioni a scuola e quindi bisogna dare delle risposte e prendere delle decisioni rapide. È sbagliato dare gli stessi indirizzi scolastici a diverse scuole, creando concorrenza tra diversi istituti che puntano ad accaparrarsi alunni”.
CATIUSCIA MARINI (le conclusioni del Presidente della Giunta) Dopo il lavoro fatto dalle Province ampiamente partecipato e il dibattito in Commissione, il Piano lascia aperti alcuni casi nella città di Perugia; ma sarebbe ingiusto non considerare il condizionamento del Decreto ministeriale 112 nei confronti delle autonomie scolastiche e dei comuni. C'è stato un lungo percorso con istanze che vengono dal territorio, dalle scuole e dalle Province. I corsi precedenti erano 400 ora sono scesi 36 e tutti gli indirizzi presenti nel Piano sono coerenti con la legge. La validità biennale del documento per favorire la sperimentazione dei corsi ci consentirà di capire come aggiornarlo sulla base della risposta che daranno studenti e famiglie. E' quindi ovvio che la verifica del prossimo anno sarà decisiva. Nel frattempo capiremo se i parametri 500-900 alunni per l'autonomia resteranno in piedi.Dobbiamo anche considerare che Il Piano tiene conto della storia educativa maturata negli anni nei vari territori, nei tanti laboratori. Dovevamo salvaguardare l'offerta formativa e professionale consolidatasi negli anni nei nostri istituti e quella degli stessi docenti. Ora saranno gli studenti e le loro famiglie a scegliere ed a cogliere le indicazioni anche in vista del dimensionamento scolastico futuro.Chiedo una sospensione proprio per valutare le specificità di Perugia che caratterizzi i singoli istituti (Capitini, Pascall, Volta e Giordano Bruno)
INDIRIZZI FORMATIVI (scheda riassuntiva)
Su 85 richieste di nuovi indirizzi formativi per le scuole superiori dell'Umbria, distribuiti sui 12 ambiti territoriali degli anni '70 e richiesti dai istituti e enti locali, il Piano regionale per gli anni 2011-2012, elaborato dalla Giunta sulla base dei due docuementi provinciali, ne accoglie favorevolmente 55, così suddivisi:
Scienze applicate (7): Assisi Principe di Napoli, Città di Castello P. Il Giovane, Città della Pieve I. Calvino, Gualdo Tadino R. Casimirri. Spoleto A. Volta, Terni Galilei e Donatelli, Narni Iis Gandhi.
Indirizzo turistico (7): Perugia Blais Pascal, Città di Castello Ipf cavallotti; Todi Iis Ciuffelli, Magione comprensivo Mazzini, Spoleto tecnico Spagna, Terni Iis Casagrande.
Agraria agroalimentare industria (5): Città di Castello Patrizi Baldelli, Gubbio M. L. Cassata, Todi Ciuffelli, Terni Iis geometri-artistico.
Scienze umane (4) : Città di Castello P. Il Giovane, Umbertide L. da Vinci, Todi Jacopone, Orvieto Iis artistica classica.
Meccanica e meccatronica (3): Umbertide L. da Vinci, Perugia A. Volta, Marsciano Salvatorelli dal 2012.
Opzione economico sociale (3): Umbertide Da Vinci, Assisi Properzio, Orvieto Iis artistica classica.
Trasporti e logistica (2): Perugia A. Volta, Foligno L. Da Vinci.
Amministrazione finanze e marketing (2): Assisi R. Bonghi, Gubbio M. Gattapone.
Linguistico (2): Terni Donatelli, Narni Iis Gandhi.
Chimica, materiali e biotecnologie: Perugia, Iis G. Bruno. Costruzione, ambiente, geotecnico e territorio: Perugia Pascal-Di Cambio.
Grafica e comunicazione: Perugia Itc A. Volta, Città di Castello Itc Salviani, trasferita dal Patrizi Baldelli;
Informatica e telecomunicazioni: Castiglione del lago Rosselli-Rasetti.Sistema moda: Perugia Iis G. Bruno.
Servizi socio sanitari: Terni Casagrande.Artistico: Foligno G. Marconi.
Audiovisivo multimediale: Orvieto Iis artistica e classica.Formazione adulti: Gubbio M. L. Cassata.
Servizi per enogastronomia e ospitalità alberghiera: Spoleto G. De Carolis.
Scientifico: al Liceo classico Plinio Il Giovane di Città di Castello.
Musicale e coreutico (sospeso) Orvieto
Artistica e classica Coreutico (sospeso) Terni Liceo Angeloni.
Liceo musicale: su Perugia ma la sede è da individuare con atto successivo Il Piano prevede anche una appendice sul dimensionamento scolastico con: la fusione a Città di castello fra D. Alighieri e G. Pascoli, la istituzione; l'istituzione di un istituto professionale fra U. Patrizi e F. Cavallotti e di un istituto tecnico fra A Franchetti e I. Salviani. A Corciano la fusione fra scuole primarie ed infanzia di San Mariano Girasole e Chiugiana ed un istituto comprensivo fra le scuole di San Mariano, Chiugiana, Mantignana e Corciano; a Perugia un istituto omnicomprensivo fra Liceo artistico e B. di Betto. A Terni tornano autonomi Ipsia ed Itis, precedentemente accorpati. GC/as/mp
notizie correlate per parole chiave
piano regionale indirizzi scolastici
consiglio regfionale 21 dicembre 2010

lunedì 20 dicembre 2010

Conciliazione tempi di vita e di lavoro: intese con le Regioni


Conciliare meglio l’attività lavorativa con gli impegni familiari: potenziare l'occupazione femminile, migliorare l'organizzazione del lavoro, la rete dei servizi, la qualità della vita. E’ questo l’impegno preso da Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia, Toscana e Umbria che sono le prime cinque Regioni ad avere firmato con il Dipartimento per le Pari Opportunità le convenzioni che danno il via all'attuazione dell'Intesa per la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Le finalità dell’Intesa, perseguite dalle Regioni e dalla Province autonome sono rivolte a creare o potenziare i servizi per l’infanzia; incentivare l'acquisto di voucher per servizi di cura all'infanzia o di cura e assistenza per disabili e anziani; facilitare il rientro al lavoro dopo un periodo di congedo per esigenze di conciliazione (es. percorsi di formazione e aggiornamento); sostenere modalità di lavoro e tipologia contrattuali “familiy friendly” (es. telelavoro, part-time, banca ore); sostenere eventuali altre tipologie di intervento in linea con le finalità dell'Intesa. L’Intesa prevede che le Regioni e le Province autonome predispongano un piano attuativo per l'utilizzo delle risorse attribuite. Ciascun intervento rientra in due o più finalità specifiche previste dall’Intesa. Il termine per la presentazione del piano attuativo era il 29 settembre 2010. Entro tale data non tutte le Regioni hanno presentato il piano attuativo, alcune lo hanno presentato in ritardo. La situazione, quindi, è diversificata a livello territoriale.
Leggi Dossier “Conciliazione tempi di vita e di lavoro: intese con le Regioni”

lunedì 6 dicembre 2010

Federalismo fiscale: gli interventi per promuovere lo sviluppo e la coesione territoriale

In coerenza con il Piano per il sud ed in raccordo con le sue linee programmatiche, è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri del 26 novembre scorso uno schema di decreto legislativo per l'attuazione della legge sul federalismo fiscale, nella parte che chiede al Governo di individuare interventi diretti alla promozione dello sviluppo economico e della coesione delle aree sottutilizzate, al fine di promuovere la rimozione di squilibri storici.

Il Fondo è destinato a finanziare interventi e progetti strategici, sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale, aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi connessi tra loro, in relazione a obiettivi e risultati quantificabili e misurabili, anche per quanto attiene al profilo temporale.


Il provvedimento affida ad interventi e grandi progetti di carattere strategico, programmati in stretto raccordo con le Autonomie locali ed in coerenza con gli indirizzi dell'Unione europea la realizzazione della perequazione infrastrutturale tra diverse aree del paese. Sul provvedimento dovranno essere acquisiti i pareri della Conferenza unificata, e delle Commissioni parlamentari di merito.


Sarà il Fondo per lo sviluppo e la coesione (già Fondo per le aree sottoutilizzate) a dare unità programmatica e finanziaria agli interventi nazionali finalizzati a promuovere lo sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale e a rimuovere gli squilibri economici e sociali del Paese.


Leggi Dossier “Federalismo fiscale: Perequazione infrastrutturale e coesione territoriale

domenica 10 ottobre 2010

NEWS Personale supplente di scuola pubblica ed indennità di buonuscita

(Ordinanza TAR per l'Umbria del 25.05.2010 n. 265 di rimessione alla Corte costituzionale - Avv. Daniela Carbone LaPrevidenza.it, 14/10/2010)

"Con ordinanza n. 265 del 25 maggio 2010, pubblicata in G.U. I s.s. n. 39 del 29.9.2010, il TAR per l'Umbria ha sollevato la questione di legititmità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del DPR n. 1092 del 1973, nella parte in cui nega il diritto alla buonuscita al personale supplente delle scuole di istruzione primarie e secondarie e degli istituti professionali di istruzione artistica, nonchè dell'art. 3, comma 1, del DPR n. 1092 del 1973, nella parte in cui prevede per la maturazione del diritto alla buonuscita almeno un anno di iscrizione al Fondo, e dell'art. 9, comma 1, del d.lgs. c.p.c. n. 207 del 1947, nella parte in cui subordina il diritto all'indennità di fine rapporto ad "almeno un anno di serviizo continuativo", per violazione degli artt. 3, 36 e 38 Cost.

L'ordinanza in questione è di considerevole rilievo se si considera l'elevato numero di supplenti in forza nella scuola pubblica e, quindi, i risvolti economici che potrebbero conseguire all'accoglimento di tale questione di legittimità costituzionale."


ORDINANZA n.265 del 23.09.2010 TAR UMBRIA
Ordinanza del 25 maggio 2010 emessa dal Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria sul ricorso proposto da Renga Gabriella contro I.N.P.D.A.P. Ed altri.Previdenza – Indennità di buonuscita prevista per i dipendenti civili e militari dello Stato - Non spettanza al personale supplente delle scuole di istruzione primaria e secondaria e degli istituti professionali di istruzione artistica - Violazione del principio di uguaglianza sotto il profilo dell’irragionevolezza - Lesione del principio della retribuzione (anche differita) proporzionata ed adeguata - Violazione della garanzia previdenziale.• Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, art. 2, primo comma.• Costituzione, artt. 3, 36 e 38.Previdenza – Indennità di buonuscita prevista per i dipendenti civili e militari dello Stato – Spettanza al personale iscritto da almeno un anno al Fondo di previdenza gestito dall’INPDAP - Conseguente esclusione del diritto per il personale supplente delle scuole di istruzione primaria e secondaria e degli istituti professionali di istruzione artistica – Violazione del principio di uguaglianza sotto il profilo dell’irragionevolezza - Lesione del principio della retribuzione (anche differita) proporzionata ed adeguata – Violazione della garanzia previdenziale.• Decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032, art. 3, primo comma.• Costituzione, artt. 3, 36 e 38.Previdenza – Indennità di buonuscita prevista per i dipendenti civili e militari dello Stato - Spettanza al personale avente almeno un anno di servizio continuativo - Conseguente esclusione del diritto per il personale supplente delle scuole di istruzione primaria e secondaria e degli istituti professionali di istruzione artistica - Violazione del principio di uguaglianza sotto il profilo dell’irragionevolezza - Lesione del principio della retribuzione (anche differita) proporzionata ed adeguata - Violazione della garanzia previdenziale.• Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 4 aprile 1947, n. 207, art. 9, primo comma.• Costituzione, artt. 3, 36 e 38.
IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALEHa pronunciato la presente ordinanza, sul ricorso numero di registro generale 485 del 1999, proposto da: Renga Gabriella, rappresentata e difesa dall’avv. Siro Centofanti, con domicilio eletto presso l’avv. Siro Centofanti in Perugia, via Fani, 14;Contro:I.N.P.D.A.P., rappresentato e difeso dall’avv. Massimo Regni, con domicilio eletto presso Massimo Regni in Perugia, via M.Angeloni, 43/A;Provveditorato Studi di Perugia, Ministero della pubblica istruzione , rappresentati e difesi dall’Avvocatura, domiciliata per legge in Perugia, via degli Offici, 14;Istituto Magistrale Statale «Pieralli» di Perugia, per l’accertamento del diritto alla corresponsione dell’indennità di buonuscita (ex d.P.R. n. 1032/1973) e dell’indennità di fine rapporto (ex d.lgs. c.p.s. n. 207/1947);Visto il ricorso con i relativi allegati;Viste le memorie difensive;Visti tutti gli atti della causa;Visto l’atto di costituzione in giudizio di I.N.P.D.A.P.; Visto l’atto di costituzione in giudizio del Provveditorato Studidi Perugia e del Ministero della pubblica istruzione ; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 23 settembre 2009 ildott. Carlo Luigi Cardoni e uditi per le parti i difensori prof. Avv.S. Centofanti per la ricorrente, avv. M. Regni per l’I.N.P.D.A.P. E l’avv. G. Polizzi per le amministrazioni statali intimate;Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue;
F a t t o e d i r i t t o
1. La ricorrente, nata nel 1938, ha insegnato musica presso le scuole statali per 34 anni: precisamente dal 1° gennaio 1960 al 30 marzo 1973 e (dopo un’interruzione correlata alla gravidanza) dal 20 settembre 1977 fino all’anno scolastico 1997/1998.é stata collocata in quiescenza il 1° settembre 1998.La ricorrente stessa non é mai stata inserita nei ruoli del personale statale, ma avuto sempre una serie di incarichi continuativi.
2. Chiede oggi:all’I.N.P.D.A.P.: l’indennità di buonuscita per i periodi in cui é stata iscritta all’inerente Fondo Opera di Previdenza (nove anni, 3 mesi, 3 giorni);allo Stato: l’indennità di fine rapporto ai sensi dell’art.9, d.lgs. 4 aprile 1947, n. 207, per i restanti periodi.
3. I fatti ora riassunti, non sono controversi.
4. In diritto, la domanda é sorretta da approfondite argomentazioni con le quali si sostiene, in estrema sintesi, che:alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale dovrebbero ritenersi superati, almeno nella loro interpretazione letterale, i precetti recati dall’art. 3, primo comma d.P.R. n. 1032/1973 e dall’art. 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. 4 aprile 1947, n. 207, nella parte in cui subordinano la corresponsione delle indennità in contesa rispettivamente all’iscrizione al Fondo suddetto per almeno un anno e alla prestazione del servizio per un identico periodo;in subordine, detti precetti sarebbero incostituzionali per violazione degli articoli 3 e 36 della Costituzione.
5. Le amministrazioni intimate si sono costituite eccependo:l’estinzione del giudizio per tardiva riassunzione dopo la sua interruzione (dichiarata con decreto del Presidente di questo Tribunale n. 471/2006, ex art. 24 legge n. 1034/1971);l’inammissibilità della traslazione (tempestiva) in questa sede dell’identico giudizio promosso presso l’Autorità Giudiziaria Ordinaria, dopo la risoluzione dell’inerente regolamento preventivo di giurisdizione (Cass. Sez. Un. Civ. Ord. 6 marzo 2007 RGN 16787/04), giacché la traslazione stessa sarebbe possibile solo nell’ipotesi di conflitto di competenza e non di giurisdizione;la prescrizione delle pretese;l’infondatezza delle stesse.
6. Il Collegio, in primo luogo, ritiene ammissibile la translatio iudicii, in virtu’ della riassunzione (pacificamente tempestiva) successiva alla pronuncia sul regolamento di giurisdizione.Cio’ in conformità alle note pronunce sul tema della Corte costituzionale (Sent. 12 marzo 2007, n. 77) e della Corte di cassazione (Sez. Un. Civ. Sent. 22 febbraio 2007, n. 4109).
In tal senso si rammentano: Tar Campania Napoli, sez. III 6 ottobre del 1008 13000; id. 1° ottobre 2008, n. 12320; 24 luglio 2008, n. 9342; 2 luglio 2008, n. 6782; Tar Piemonte, sez. II, 14 dicembre 2007, n. 3686.Tanto esime il Collegio dall’affrontare le questioni inerenti la tardività della riassunzione del giudizio amministrativo interrotto.Per completezza si osserva come la riconduzione del processo traslato nell’ambito di quello interrotto, si connoti non come prosecuzione di quest’ultimo, ma come mera misura organizzativa di economia processuale, in ossequio alla ratio ispiratrice dell’istituto dei motivi aggiunti (art. 21, primo comma, legge n.1034/1971).
7. In secondo luogo, non si condivide l’eccezione di prescrizione.Difatti, puo’ ormai considerarsi pacifico che la prescrizione delle pretese qui azionate sia quinquennale e che il dies a quo per il computo dell’inerente termine decorra dalla cessazione definitiva del rapporto di lavoro (per l’indennità di buonuscita: Cons. Stato sez. VI, 9 dicembre 2008, n. 6099; id. 29 ottobre 2002, n. 5908; 26 giugno 2002, n. 3519; 18 giugno 2002, n. 3325; per l’indennità di fine rapporto Cons. Stato, sez. V, 6 febbraio 2008, n. 355; id. 8 ottobre 1992, n. 972; sez. IV, 29 ottobre 2002, n. 50908).Orbene, il Collegio ritiene che nel peculiare caso di specie il rapporto di lavoro possa considerarsi unico, come meglio si vedrà, per cui non é maturata alcuna prescrizione giacché la cessazione del rapporto é avvenuta nel 1998 ed il ricorso é stato presentato nel 1999.
8. La rilevata unicità, ai fini che qui interessano, discende dalla particolare struttura del rapporto di lavoro fra gli insegnanti «precari» e lo Stato.Infatti, il nesso fra l’un contratto a termine ed il successivo non é soltanto accidentale, ma istituzionale.Questo perché, com’é notorio, il punteggio acquisito nell’anno precedente costituisce una condizione indispensabile per la costituzione e la connotazione del rapporto di lavoro dell’anno successivo e cosi’ via.Dal punteggio dipende, invero, la collocazione in graduatoria ed a questa sua volta consegue la stipula del nuovo contratto, l’assegnazione della sede di servizio ed ogni altro profilo caratteristico del rapporto stesso.Ne deriva che il nesso di continuità fra i singoli contratti, formalmente a termine, sia previsto istituzionalmente il che, appunto, fa concludere, quantomeno ai fini della prescrizione, per l’unicità del rapporto di lavoro.
9. Tuttavia, se cio’ é possibile ai cennati fini, in considerazione dei penetranti poteri di indagine spettanti al Giudice per individuare in concreto il momento in cui il diritto puo’ essere fatto valere (art. 2935 cod. civ.), altrettanto non puo’ dirsi per quanto attiene all’interpretazione delle norme che subordinano la spettanza delle richieste indennità alla prestazione di almeno un anno di servizio continuativo (art. 3, primo comma d.P.R. n.1032/1973 per la buonuscita e art. 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. n.207/1947 per l’indennità di fine rapporto).Difatti, si é dell’avviso che le ricordate disposizioni, diversamente da quella sul computo del termine di prescrizione, siano di stretta interpretazione perché comportano oneri per la finanza pubblica. Orbene, il loro testo, per quel che qui rileva, é di assoluta chiarezza:l’art. 3, primo comma, d.P.R. n. 1032/1973 prevede che si consegue «... il diritto alla indennità buonuscita dopo almeno un anno di iscrizione al Fondo»;l’art. 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. n. 207/1947 dispone che l’indennità di buonuscita competa al personale «... avente almeno un anno di servizio continuativo».Il Collegio é dunque dell’avviso che sia del tutto evidente l’assenza di qualsiasi spazio per un’interpretazione di dette norme diversa da quella logico-letterale e, conseguentemente, che non vi sia alcun modo per ritenerle non ostative all’accoglimento delle pretese in esame.
10. Inoltre, per cio’ che in particolare concerne la buonuscita, appare ostativo all’accoglimento della pretesa anche l’art. 2, primo comma d.P.R. n. 1032/1973 (parimenti di stretta interpretazione per le esposte ragioni) perché esclude espressamente dal diritto il «personale supplente delle scuole di istruzioni primarie e secondarie e degli istituti professionali di istruzione artistica».Per vero, il servizio svolto dalla ricorrente appare riconducibile a quello di «supplenza», visto che, ovviamente, é stato effettuato su posti non coperti dal personale di ruolo, vuoi per impedimenti temporanei, vuoi per mancata assegnazione.
11. Tanto considerato, si ritiene peraltro che le citate disposizioni contrastino all’evidenza con gli artt. 3, 36 e 38 della Costituzione, rispettivamente per la violazione dei principi di ragionevolezza, di proporzionalità della retribuzione e di disponibilità di mezzi adeguati alle esigenze della vecchiaia.Pertanto si giudicano non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità degli artt. 3, primo comma d.P.R. n. 1032/1973 e 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. 4 aprile 1947, n. 207, prospettati dall’attenta difesa della ricorrente con riferimento agli artt. 3 e 36 Cost.Si solleva inoltre d’ufficio la questione di costituzionalità dell’art. 2, primo comma, d.P.R. n. 1032/1973, per contrasto con gli artt. 3, 36 e 38 Cost., rammentando come sia già stata giudicata fondata l’analoga questione attinente all’art. 18 d.lgs. c.p.s. n.207/1947 (Corte cost. Sent. 17 dicembre 1987, n. 518).12. Dette questioni si ritengono rilevanti poiché, come sopra illustrato, le norme in parola appaiono ostative all’accoglimento delle pretese in esame.Infine, é proficuo osservare come, anche ove non si condividesse la tesi del Collegio sull’unicità del rapporto di lavoro ai fini del computo del termine di prescrizione (supra sub 6), residuerebbe comunque la rilevanza della questione concernente l’art. 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. 4 aprile 1947, n. 207.Difatti, non é certamente prescritta la domanda di corresponsione delle indennità di fine rapporto, (da calcolarsi in proporzione alla durata dei singoli rapporti lavorativi infrannuali) concernenti il servizio prestato in ciascuno degli anni scolastici terminati nel quinquennio antecedente alla inerente richiesta, ricevuta dal Provveditorato agli Studi di Perugia il 4 agosto 1999.P. Q. M.Il Tribunale:
a) solleva la questione di legittimità costituzionale: dell’art. 2, primo comma, d.P.R. n. 1032/1973, nella parte in cui nega il diritto alla buonuscita al «personale supplente delle scuole di istruzioni primarie e secondarie e degli istituti professionali di istruzione artistica»; dell’art. 3, primo comma, d.P.R. n. 1032/1973, nella parte in cui richiede per la maturazione della buonuscita «almeno un anno di iscrizione al Fondo»; dell’art. 9, primo comma, d.lgs. c.p.s. 4 aprile 1947, n. 207, nella parte in cui subordina il diritto all’indennità di fine rapporto ad «almeno un anno di servizio continuativo».Il tutto per le ragioni esposte in motivazione:
b) sospende il giudizio in corso;
c) dispone la notificazione della presente ordinanza aiprocuratori delle parti e al Presidente del Consiglio dei ministri nonché la comunicazione della stessa ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato;
d) ordina la trasmissione dell’ordinanza alla Cortecostituzionale insieme con gli atti del giudizio e con la prova delle notificazioni e delle comunicazioni prescritte.Cosi’ deciso in Perugia nella camera di consiglio del 23 settembre 2009.Il Presidente: LignaniL’estensore: Cardoni

martedì 14 settembre 2010

Programma comunitario Frutta nelle scuole


E' pubblicato l’elenco delle scuole ammesse al Programma comunitario Frutta
nelle scuole


Ecco gli istituti scolastici che parteciperanno a “Frutta nelle scuole” durante l’anno scolastico 2010/2011:
Lotto 1: Piemonte - Liguria
Lotto 2: Lombardia - Valle d'Aosta
Lotto 3: P.A. Bolzano e Trento - Veneto - Friuli Venezia Giulia
Lotto 4: Emilia Romagna - Toscana - Umbria
Lotto 5: Marche - Lazio - Sardegna
Lotto 6: Campania - Basilicata
Lotto 7: Abruzzo - Molise - Puglia
Lotto 8: Calabria - Sicilia
Il programma
Il programma comunitario “Frutta nelle scuole”, introdotto dal regolamento (CE) n.1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, è finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata, nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari.
Gli obiettivi del programma:
incentivare il consumo di frutta e verdura tra i bambini compresi tra i sei e gli undici anni di età;
realizzare un più stretto rapporto tra il “produttore-fornitore” e il consumatore, indirizzando i criteri di scelta e le singole azioni affinché si affermi una conoscenza e una consapevolezza nuova tra “chi produce” e “chi consuma”;
offrire ai bambini più occasioni ripetute nel tempo per conoscere e “verificare concretamente” prodotti naturali diversi in varietà e tipologia, quali opzioni di scelta alternativa, per potersi orientare fra le continue pressioni della pubblicità e sviluppare una capacità di scelta consapevole; le informazioni “ai bambini” saranno finalizzate e rese con metodologie pertinenti e relative al loro sistema di apprendimento (es: laboratori sensoriali).
Gli strumenti:
distribuzione di prodotti ortofrutticoli; (FINANZIATI INTERAMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
campagna di informazione sulle caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli, in termini di qualità, aspetti nutrizionali e sanitari, stagionalità, territorialità e rispetto dell’ambiente, rivolto sia ai docenti che ai genitori, al fine di prolungare l’effetto di induzione del consumo; (FINANZIATA PARZIALMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
utilizzo di idonee attrezzature, nei limiti indicati dal regolamento comunitario, in grado di supportare la distribuzione, l’utilizzo e la degustazione dei prodotti distribuiti; (FINANZIATI PARZIALMENTE CON AIUTO COMUNITARIO E NAZIONALE)
avviare e consolidare la realizzazione di una Rete - costituita da Mipaaf, Regioni, Provincie Autonome e Istituti scolastici disponibili a partecipare in modo continuativo al Programma-, nell’ambito della quale coordinare le azioni coerenti a raggiungere gli obiettivi definiti e recependo misure accompagnatore definite;
elaborazione di misure di accompagnamento complementari.
Destinatari del programma sono i bambini in età scolare dai sei agli undici anni o, come usa nel sistema scolastico nazionale, i bambini che frequentano la scuola primaria/elementare. Circa 870.000 bambini di tutte le Regioni per un totale di circa 5.000 scuole interessate.Per l’anno scolastico 2009-2010, i prodotti ammissibili a fruire del programma di distribuzione, selezionati in base alla loro semplicità d’uso e fruibilità, sono i seguenti prodotti distribuiti freschi tal quali, monofrutto, tagliati a fette o in preparati “pronti all’uso”:
Arance
Fragole
Kiwi
Mele
Pere
Carota
Finocchio
Pomodorino
Nella scelta dei prodotti frutticoli si privilegeranno prodotti di qualità certificati (D.O.P., I.G.P., Biologici ) e/o prodotti ottenuti con metodi di produzione integrata certificata e dovranno comprovare la loro origine di prodotto comunitario al 100%. Nella scelta del prodotto si terrà conto del carattere di stagionalitàLa distribuzione del prodotto non dovrà avvenire in associazione all’erogazione dei pasti scolastici, costituendo essa stessa anche un momento di “formazione e informazione” autonomo. La distribuzione deve essere assistita dal soggetto aggiudicatario del bando di gara, che è responsabile di tutti gli adempimenti previsti nel bando di gara.Il programma di distribuzione prevede, inoltre, che ogni bambino consumi prodotti ortofrutticoli almeno 20 volte durante il Programma, consumi almeno quattro specie di frutto-ortaggio differenti e sia destinatario di specifica attività informativa o educativa.Le misure di accompagnamento sono finalizzate ad elevare l’efficacia delle specifiche azioni previste dal Programma comunitario mediante una serie di correlate azioni di informazione e di sensibilizzazione. Per l’anno scolastico 2009-2010, saranno attuate le seguenti misure di accompagnamento:
Visita a fattorie didattiche;
Creazione di orti scolastici, attività di giardinaggio e/o allestimento di laboratori sensoriali;
Distribuzione di materiale informativo agli insegnanti;
Moduli formativi per insegnanti e docenti;
Incentivi e ricompense di natura ludica per sostenere l’approccio al consumo della frutta e delle verdure;
Giornate a tema o attività didattiche accompagnate da attività pratiche e dimostrative;
Sistema di promozione interattivo multilingua per la promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici.
L’informazione e la comunicazione del Programma «Frutta nelle scuole» sono realizzate, a cura del MiPAAF, mediante la combinazione di più strumenti:
un manifesto realizzato e diffuso in conformità ai requisiti minimi stabiliti nell'allegato III del Regolamento (CE) n. 288/2009 e alle indicazioni dell’art. 14 del medesimo regolamento.
uno specifico logo che contrassegna e distingue l’iniziativa sul territorio;
Sito WEB istituzionale;
iniziative diverse di tipo mediatico : (lettera ai genitori, pubblicità su alcuni siti Internet di rilevanza nazionale e su alcune testate giornalistiche, pubblicità televisiva e radiofonica…..);
materiale informativo specifico e adatto per i bambini che sono i destinatari elettivi.

mercoledì 28 luglio 2010

SCUOLA: UMBRIA, III COMMISSIONE APPROVA CRITERI PROGRAMMAZIONE

Approvati dalla terza Commissione consiliare dell'Umbria, presieduta da Massimo Buconi, i criteri e le procedure, proposti dalla Giunta regionale, per la programmazione territoriale dell'offerta dell'istruzione secondaria di secondo grado per gli anni scolastici 2011-2012 e 2012-2013. L'atto, che nel suo iter in Commissione, ha visto anche la partecipazione attiva delle Province, dell'Ufficio scolastico regionale e delle organizzazioni sindacali, e' stato presentato e discusso alla presenza dell'assessore regionale e vice presidente della Giunta, Carla Casciari alla quale i commissari hanno chiesto e ottenuto di inserire nella proposta la possibilita' di istituire nuovi indirizzi per i quali il numero di iscritti deve essere almeno di 27 allievi, o di un numero inferiore (20) nel caso sia presente un soggetto portatore di handicap o attraverso deroghe per le scuole montane o per quelle ubicate in territori marginali. Su proposta del consigliere Franco Zaffini (Pdl), sono stati posticipati anche i termini per quanto riguarda le richieste formulate dalle istituzioni scolastiche e dagli Enti competenti, che andranno presentate contemporaneamente alle Province e all'Ufficio scolastico regionale entro il 25 settembre. Anche le Province, di conseguenza, avranno dieci giorni in piu' per presentare i loro Piani alla Regione e all'Ufficio scolastico. A margine dell'incontro, Carla Casciari ha rimarcato che ''la stesura dei criteri per la definizione e la programmazione del riordino del sistema scolastico di istruzione secondaria e' avvenuta attraverso un percorso positivo e partecipato da tutti i soggetti interessati''. A livello regionale, stando agli intendimenti della Giunta, si dovra' cercare di recuperare una formazione maggiormente orientata verso il turismo distribuendola, in modo piu' omogeneo, nel territorio regionale. Nell'ambito degli Istituti professionali, l'offerta formativa viene particolarmente semplificata con l'applicazione dei nuovi regolamenti e individua due soli indirizzi nel settore 'Industria e artigianato': ''Manutenzione e assistenza tecnica'' e ''Produzioni industriali e artigianali''. Per quanto riguarda l'offerta formativa relativa all'istruzione professionale, si prevede che, anche gli istituti professionali statali, oltre alle istituzioni formative accreditate dalla Regione, possano erogare, nell'ambito della programmazione regionale, percorsi della formazione professionale, secondo specifici accordi fra la Regione Umbria e il Miur. Fonte (AGI) Cli/Pg/Bru